Citazione

"Non c'è posto che io ami di più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano".
Banana Yoshimoto, Kitchen

venerdì 20 febbraio 2015

Siamo ciò che mangiamo.





C'è un tempo per ogni cosa...e sembra sia arrivato il mio.


Il tempo di prendere consapevolezza fino in fondo di ciò che compriamo. Un approccio più critico e soprattutto consapevole verso tutto. Niente di nuovo in realtà, mia mamma per fortuna mia e di mia sorella, ha sempre diffidato di prodotti confezionati e schifezze varie, e per farlo non aveva neppure bisogno di leggere le etichette. Sapeva che una mela era da preferire alla nutella e che le patatine in busta fossero da evitare. Negli ultimi anni, mi sono ritrovata con dispensa sempre fornita di nutella e con prodotti confezionati in crescita. Il punto fino ad ora era quello di riuscire ad acquistare merendine e simili in offerta o trovare una "valida" alternativa ai prezzi gonfiati del "mitico" mulino bianco. Il punto adesso è eliminare il cibo spazzatura.Stop.
Ecco, sta qui il cambiamento, dire di no a cibi confezionati e là dove ciò non sia proprio possibile imparare a leggere le etichette!
Perché, mi ripeto sempre più spesso ultimamente, nell'era dell'informazione l'ignoranza è una scelta!





Probabilmente l'essere diventata mamma mi ha obbligato a rivedere tante scelte. Per essere credibile agli occhi dei miei figli devo innanzitutto essere loro di esempio. Non si può mica vietar loro la nutella ed esserne al contempo avidi consumatori.
Si, ce l'ho con la nutella! Perché echeggia ancora dentro di me lo slogan di una vita...."energia per fare e per pensare"....e vedere una rassicurante mamma preparare una sana (?!?) merenda spalmando nutella su una bella fetta di pane.
Un po' come il messaggio che ultimamente veicola la coca-cola...e mette in correlazione la felicità con l'avere sulla tavola la bibita gassata. Mah!
Ad ogni modo, l'altro giorno per la prima volta, ho letto l'etichetta della nutella...bene al primo posto troviamo zucchero e al secondo l'olio di palma. Questo dato non è da poco se pensiamo che l'ordine con cui gli ingredienti vengono riportati non è casuale, ma è regolato per legge. I vari componenti compaiono in ordine decrescente di quantità. Cosa significa? Significa che il primo ingrediente dell'elenco è più abbondante del secondo, che a sua volta è più abbondante del terzo etc. 
1° Zucchero e 2° olio di palma. E' inquietante. Così come è assurdo che fino ad ora non abbia dato importanza a questo elemento. Beh certo non pensavo mica di acquistare  una crema di nocciole doc., di mangiare qualcosa di sano, certo che no. Però a vincere alla fine era l'idea che la nutella fosse troppo buona, irresistibile,  insomma... che mondo sarebbe senza nutella?. E nonostante tutto tuffo il cucchiamo dentro il barattolo. Il barattolo di vetro è forse l'unica cosa buona che c'è.
Probabilmente la presenza in casa di tanti barattoli di vetro riutilizzati per organizzare pasta, legumi, cereali, mollica etc, mi avrà acceso una lampadina!





Messa da parte la critica, fin troppo facile, contro la nutella, passo ad analizzare quella che ho sempre ritenuto la colazione ideale per sapore e genuinità: i cereali! Leggere l'etichetta mi ha fatto dire addio ai miei muslei preferiti. Tra gli ingredienti, infatti, olii vegetali e sciroppo di mais.


Il percorso intrapreso è difficile ma necessario. Non riguarda solo il cibo ma si estende ai prodotti per il corpo, l'igiene personale i detersivi. Leggere le etichette in questi ultimi casi è un pochino  complicato,(chimica, latino e inglese non mi sono mai piaciute purtroppo) per questo mi affido, sperando di non sbagliare nel farlo, ad un app ( biotiful), una sorta di bio dizionario che associa un simbolo (verde, giallo, rosso, nero) ai componenti che costituiscono un prodotto. E anche in questo caso il prezzo elevato di un prodotto non è quasi mai sinonimo e garanzia di affidabilità. Che assurdità....ho speso un sacco di soldi in prodotti dall'INCI* quasi inaccettabile...
Dunque, un percorso che richiede impegno in termini non solo di volontà ma anche di tempo, ma sono sicura che diventerà sempre più immediato e riuscirò a essere di aiuto e di esempio per le mie figlie.
Perché "chi ben comincia è a metà dell'opera".



*International Nomenclature of Cosmetic Ingredients

2 commenti:

  1. Anch'io mi sono sentita un pochino spaesata quando qualche mese fa, dopo essermi rivolta ad una nutrizionista, ho iniziato un lungo percorso per mettermi in salute cominciando dal cibo.
    Si sa che certi prodotti non fanno bene... ma a volte ignoriamo esattamente quanto possano farci male... come, per dirne una, il balsamo per le labbra che fa finta di idratare per 10 minuti e poi in realtà secca le labbra.
    Secondo me, certe cose proprio non le volevo vedere. Adesso continuo a leggere le mie etichette aspettando che le cose diventino più semplici, immediate.
    Tieni duro anche tu, mi raccomando! :D

    RispondiElimina
  2. si, un percorso al quale non siamo abituati ma indispensabile. Andiamo avanti! Grazie.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...